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Palikè



Categoria: Arte e Cultura, Cammino dell' Antica Trasversale Sicula, Mito e Leggenda, Siti Archeologici
City: CataniaMineo
Location:SP181

Descrizione

La città Sicula di Palikè fio fondata da Ducezio nel 453 a.C. sull'altura che domina la pianura dove si trovava l'antico santuario dei Palici eretto vicino ai due laghi solfurei, sacri per l'appunto ai gemelli Palici, figli del dio siculo Adrano, e dal quale la città prese il nome.
Nel santuario si esercitavano il giuramento ordalico, l'oracolo e l'asilo.
Il giuramento avveniva attorno alle cavità da cui sgorgavano getti d'acqua, laddove si era convinti si potesse stabilire un contatto con la divinità. Il chiamato in giudizio doveva seguire un rituale: si doveva avvicinare alle cavità e pronunciare la formula del giuramento, iscritta su una tavoletta che veniva successivamente gettata in acqua. Se questa forre andata a fondo l'uomo sarebbe stato ritenuto spergiuro e punito con la morte o la cecità. Oltre alle attività divinatorie all'interno del santuario potevano trovare rifugio gli schiavi maltrattati da padroni crudeli. Questi godevano di diritto di asilo fino al momento in cui i loro padroni non avessero giurato ai Palici di trattarli umanamente.
I laghetti, chiamati di Naftia a partire dall’età medievale, sono adesso scomparsi dopo le bonifiche agricole e le trasformazioni industriali degli ultimi sessanta annie.
La stratificazione della zona va dal Mesolitico all' età sveva. Le strutture più antiche sono probabilmente quelle del santuario che si suppone avesse strutture monumentali quali un porticato e una sala da banchetti probabilmente grazie all'iniziativa di Ducezio, Re dei Siculi, che avrebbe fissato la sede della sua lega di città sicule proprio presso il santuario del Palici.
La regione ha recentemente acquisito l'area per aprirla al pubblico, realizzando anche un'area espositiva per esporre i materiali rinvenuti dagli scavi. Presso l’area si svolgono attività didattiche che comprendono lezioni frontali e, attraverso progetti specifici, attività pratiche come survey, esercitazioni di scavo, schedatura e archeologia sperimentale.
La creazione dell’area archeologica ha permesso anche di salvaguardare la flora e la fauna dell’area che sono di particolare interesse e che comprendono fra le piante orchidee selvatiche asfodeli, asparagi, zafaranastro giallo e fra gli animali upupe, volpi, etc.
Secondo alcuni storici dall'antica Paliké trae origine l'odierna Palagonia, da cui dista circa 1 km, il cui toponimo significherebbe per l'appunto "Palica Nea" ossia la Nuova Palica.

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